
Perché utilizziamo la tecnologia di essiccazione a infrarossi per i sensori senza piombo
La produzione di sensori ad idrogeno richiede una certa precisione nel controllo delle condizioni di temperatura. È necessario utilizzare calore, ma bisogna assicurarsi che sia esattamente alla giusta intensità. Ecco perché abbiamo scelto la tecnologia di essiccazione a infrarossi. Questa tecnologia soddisfa tutti i requisiti legati all’uso di materiali senza piombo e all’ambiente, ma, cosa ancora più importante, funziona senza creare problemi durante il processo di essiccazione.
Pensate a un forno tradizionale: in pratica si riscalda un grande contenitore metallico, con tutti gli aria all’interno, solo per riscaldare una piccola parte del materiale da trattare. È uno spreco di energia. Con la tecnologia a infrarossi invece non c’è bisogno di riscaldare l’aria: il calore viene diretto direttamente sul substrato.
Il calore dove serve
Il funzionamento è semplice: i raggi infrarossi emessi vengono assorbiti dall’agente di essiccazione. In questo modo si agiscono soltanto sui legami chimici presenti nell’adesivo o nel materiale utilizzato, senza influenzare l’intera stanza. È molto più efficiente. Non c’è bisogno di bruciare energia inutilmente per mantenere caldo un contenitore metallico. Inoltre, non è necessario aspettare a lungo che il forno si riscaldi: il processo è molto veloce.
Questa precisione è fondamentale: i materiali senza piombo sono molto sensibili alle variazioni di temperatura. Se la temperatura supera i limiti consentiti, il corpo del sensore può deformarsi. Con la tecnologia a infrarossi possiamo regolare il flusso di calore. Se è necessario essiccare solo la superficie, basta utilizzare onde a breve lunghezza; se invece è necessario raggiungere le layer interne, si possono utilizzare onde a media lunghezza. Questo ci permette di avere un controllo preciso, qualcosa che non è possibile ottenere con l’uso dell’aria calda.
Un metodo più pulito per lavorare
La tecnica di essiccazione tradizionale è disordinata: servono ventilatori e filtri per evitare che polveri di piombo o sostanze chimiche vaghino per la stanza. Con la tecnologia a infrarossi invece non ci sono problemi di questo tipo. Non ci sono sottoprodotti della combustione, né ventilatori che spostano sostanze nocive nell’aria.
Inoltre, il costo energetico è molto inferiore. Le lampade a infrarossi raggiungono la temperatura di funzionamento in pochi secondi. Non è necessario lasciare il forno acceso per quattro ore per mantenere stabile la temperatura.
I vantaggi… ma anche gli svantaggi
Ovviamente, una velocità di essiccazione elevata non è priva di svantaggi. Se non si procede con cautela, si può verificare il fenomeno della “formazione di una crosta” sulla superficie del sensore: in questo caso, lo strato superiore si indurisce troppo rapidamente, intrappolando i solventi al di sotto. È un problema davvero fastidioso.
È quindi necessario prestare molta attenzione alla velocità di trasporto dei materiali e all’intensità della luce emessa dalle lampade. Se la velocità è troppo bassa, si possono danneggiare i bordi del sensore. È inoltre necessaria una zona di raffreddamento efficace, in modo da ridurre rapidamente la temperatura prima che i componenti passino alla fase successiva.
Richiede un po’ di regolazioni, ma una volta trovato il giusto equilibrio, tutto funziona perfettamente.